E’ il momento di investire? Occhio al Price/Earning

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Secondo alcuni Piazza Affari e il Dax sarebbero un occasione per investire. Ad affermarlo è StarCapital, secondo i loro calcoli sul rapporto prezzo/utile decennale, Dax e Piazza Affari sarebbero sottocapitalizzate. Aspettare o comprare a mani basse? Secondo Warren Buffet, il miliardario guru della finanza, il pessimismo dei mercati è esagerato e a questi livelli le azioni inizino ad essere interessanti. Ma perchè comprare ora? Questa è stata la risposta: “seguo una regola molto semplice, fai il coniglio quando tutti sono presi dall’ avidità e fai l’ avido quando tutti hanno paura”.

Nessuno può però sapere se i mercati scenderanno ancora, nemmeno Buffet, che ha scritto sul New York Time di non aver idea di dove siano dirette le Borse. Per avere un’ idea della fase in cui si trovano i mercati Robert Shiller, economista dell’ università di Yale, pensò di dividere il prezzo delle azioni per la media degli ultimi dieci anni dei profitti aziendali. Questo indicatore prende il nome di P/E 10, cioè il rapporto prezzo/utile pari a dieci, utile per orientarsi tra cali e rialzi. Analizzando il mercato americano negli ultimi 130 anni, Shiller calcola che la media del rapporto prezzo/utile decennale è pari a 16. Questa è scesa sotto 10 punti in fasi di recessione come nella Grande depressione, mente ha superato 30 durante gli eccessi della bolla di internet nel 2001 quando arrivò a quota 40.

Quant’ è adesso il P/E 10 di Wall Street?
Attualmente l’ indicatore ha raggiunto 14 punti, secondo questo metodo la borsa americana si troverebbe ancora in zona neutrale con la possibilità di scendere ancora. Questo metodo può però essere usato su tutte le borse del mondo, cosa che ha fatto Norber Keimling, analista di StarCapital. Secondo Keimling le occasioni sono in Europa, e precisamente in Italia a Piazza Affari e in Germania. Le due piazze hanno infatti un P/E vicino a 10.

Piazza Affari 9,8 P/E 10. Tra i settori più sottovalutati nel listino italiano ci sono le banche e le assicurazioni, mentre in controtendenza i titoli alimentari e farmaceutici.

Dax 11,1 P/E 10. Anche nel listino di francoforte troviamo tra i settori più a sconto le banche e le assicurazioni, seguite però anche da energie rinnovabili e costruzioni. Sono sopravvalutati invece i settori alimentari e telecomunicazioni.

Riassumendo il metodo Shiller del P/E 10.
Questo indicatore si basa soprattutto sui fondamentali dell’ azienda. Nel lungo periodo l’ andamento delle quotazioni è determinato dall’ andamento degli utili societari: se questi salgono, saliranno anche i valori dei titoli in Borsa. E’ quidni utile guardare al rapporto tra il prezzo dell’ azione e l’ utile per azione della società. Questo parametro il price/earning, P/E, ha però il grosso limite di fotografare la situaizone dell’ azienda per un solo anno. Per migliorare l’ indicatore Shiller divide il prezzo del titolo per la media dei profitti degli ultimi 10 anni depurati dall’ inflazione. La media di questo indicatore a Wall Steet negli ultimi 100 anni è stata di 16 punti.

Come funziona il Price/Earnings?
– Un P/E = 10, sta a significare che il titolo quota 10 volte gli utili, vale a dire che l’utile per azione EPS = 10,00% del prezzo;
– Un P/E = 20, il titolo quota 20 volte gli utili, vale a dire che l’utile per azione è 5,00% del prezzo;
– Un P/E = 25, il titolo quota 25 volte gli utili, vale a dire che EPS = 4,00% del prezzo;

La convenienza di un titolo quindi cresce al diminuire del P/E. Da notare però che le percentuali non rappresentano il rendimento degli utili distribuiti agli azionisti ( Yield ) sotto forma di dividendo, ma solo la percentuale degli utili netti per azione rispetto al prezzo.

Non esiste una formula matematica in grado di calcolare il giusto rapporto P/E. Come tutti i fondamentali, il Price Earning non può essere valutato isolatamente, ma va confrontato con il P/E medio delle società concorrenti e con quello medio del mercato.
Inoltre per valutare se il rapporto P/E è alto o basso bisogna far riferimento ai tassi di interesse correnti. Un punto di riferimento, per quanto riguarda i tassi di interesse, lo troviamo nel rendimento dei Buoni del Tesoro con scadenza decennale.

Poichè il rischio positivo o negativo di un investimento azionario è molto più grande rispetto a quello in Buoni del Tesoro, tale tasso servirà soltanto come Benchmark (paragone) per valutare il Price Earning. Per semplificare, possiamo dire che con un rendimento dei Buoni del Tesoro decennali del 5% un P/E = 5, cioè un utile per azione pari al 20% del prezzo, è sicuramente un segno che nell’ immediato futuro potrebbero esserci dei problemi, mentre un P/E = 50 potrebbe rappresentare un segnale di fiducia nelle prospettive di crescita future.

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