Cessione del quinto per pagare le spese condominiali

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Spese condominiali ordinarie e straordinarie, anche se rateizzate, possono mettere in difficoltà una famiglia, ma per fortuna esistono i prestiti che risolvono situazioni di mancanza di liquidità.
Il prestito con la cessione del quinto dello stipendio è un’alternativa rapida, sicura e valida davvero per tutte le fasce di età e per tutte le categorie di pagatori, anche quelli più indebitati.

C’è già una garanzia

La cessione del quinto è una modalità di prestito che prevede che la rata dovuta sia direttamente trattenuta dallo stipendio o dalla pensione del debitore. Ed è proprio lo stipendio o la pensione la garanzia di cui la banca o l’intermediario finanziario hanno bisogno per erogare il prestito.

Il datore di lavoro del debitore o il suo ente previdenziale sottoscrivono l’obbligo di saldare le rate con regolarità ed informano la banca/intermediario di eventuali cessazioni di contratto.

La rata è sostenibile per definizione

La particolarità di un prestito con la cessione del quinto sta nel fatto che il primo elemento che si definisce del contratto è la rata, perchè può e deve essere al massimo pari ad un quinto dello stipendio o della pensione, cioè il 20%.
Definita la rata, si definisce la durata del prestito in funzione dell’importo richiesto.
Con uno stipendio netto di 1.500€, per esempio, si può pagare al massimo una rata mensile di 300€.

L’importo finanziato può essere molto rilevante

L’importo erogabile è funzione dell’ammontare dello stipendio (o della pensione) e del tasso di interesse applicato.
Con una rata mensile di 300€ e un TAN del 5%, a titolo di esempio, si può arrivare a restituire 13.200€ in 5 anni, 15.050€ in 6 anni e fino ad oltre 21.000€ in 10 anni.

La richiesta è semplice e snella

Avendo già una garanzia e una rata sostenibile, la valutazione di credito che fanno le banche e gli intermediari è più semplice e veloce.
In particolare, la richiesta di un finanziamento con la cessione del quinto si fa allegando pochi documenti e in dopo pochi giorni si riceve una risposta.
I documenti necessari sono:

  • carta d’identità;
  • codice fiscale;
  • cedolino della pensione, per i pensionati ovviamente;
  • il certificato di stipendio: un documento in cui siano riportati la data di assunzione del dipendente, lo stipendio lordo e netto, il Trattamento di Fine Rapporto fino a quel momento maturato e le eventuali trattenute già presenti in busta paga;
  • l’ultima busta paga.

La risposta è quasi sempre sì

Se il richiedente ha una situazione lavorativa stabile, con un TFR maturato e non ha altre trattenute rilevanti in busta paga, il prestito è fatto! Ed è anche adatto a coloro che, in passato, hanno avuto episodi di ritardo nei pagamenti o di insolvenze, anche se segnalate in CRIF o sulle altre banche dati dei pagamenti.

La durata non è eccessiva

La massima durata possibile per un prestito di questo tipo è pari a 10 anni, o comunque pari al numero degli anni che mancano alla pensione.
Per i soli dipendenti ministeriali, è possibile un’eccezione a questa regola: chi, infatti, in età vicina alla pensione, contrae un prestito che dura più del numero di anni mancanti al pensionamento, può pagare i primi anni con lo stipendio e gli anni restanti con la pensione.

Possono accedere ad un prestito con la cessione del quinto anche pensionati in età molto avanzata, infatti, il limite previsto è che la persona non superi il 90 anni al momento della scadenza del prestito.

La rata è fissa e costante

La rata di un prestito con la cessione del quinto è, per definizione, fissa e costante nel tempo. È ovviamente funzione del tasso di interesse applicato al finanziamento ma è chiara fin da subito.
La possibilità di variazione dell’importo della rata esistono ma prevedono che, per farlo, debba essere passato un periodo di tempo.

Il tasso è trasparente e fisso

È obbligatorio per legge (normativa sulla trasparenza bancaria e tutela dei consumatori) esporre nel preventivo e poi anche nel contratto di finanziamento con la cessione del quinto i tassi praticato sul finanziamento.

In particolare il T.A.N., Tasso Annuo Nominale che è il tasso di interesse applicato per il solo prestito ma anche il T.A.E.G., ovvero il Tasso Annuo Effettivo Globale che è l’effettivo tasso applicato considerando tutti gli addebiti previsti, ad esempio i costi di istruttoria e i costi per la polizza assicurativa.

Internet è una fonte di valutazione pratica e veloce di questi tassi, offre infatti la possibilità di confrontare decine di offerte di banche e intermediari finanziari per trovare la soluzione più conveniente o adatta alle esigenze di ciascuno.

Un’assicurazione copre dagli eventi più tragici

La garanzia dello stipendio o della pensione viene meno nei seguenti casi: se il debitore perde il lavoro, se ha un incidente o una malattia che lo rende invalido e se muore. In questi casi la banca perderebbe ogni garanzia per il recupero del finanziamento erogato e per questo motivo, la cessione del quinto prevede che il debitore sia obbligato a sottoscrivere (e a pagare) una polizza assicurativa che copra da questi rischi. È senza dubbio un costo extra ma è una tutela anche per gli eredi e la famiglia del debitore.

Il datore di lavoro o l’ente pensionistico non possono rifiutarsi

La cessione del quinto è un diritto del dipendente cui nessuno può opporsi.
Al perfezionamento del contratto con il debitore, la banca o l’intermediario notificano al datore di lavoro o all’ente previdenziale la stipula del contratto e comunicano tutte le modalità con cui la rata deve essere versata e tutti gli obblighi conseguenti.

Ad esempio in caso di licenziamento, il datore di lavoro, oltre ad informare la banca/intermediario, deve bloccare ogni accredito, compreso quello del Trattamento di Fine Rapporto dovuto che deve essere versato alla banca direttamente.

Nel caso dei dipendenti, oltre al datore di lavoro il contratto viene notificato anche ai Fondi Pensione nel caso di aziende che non trattengono il TFR, sempre allo scopo di tutelare il creditore salvaguardando il TFR come garanzia.

La cessione del quinto ha grandi vantaggi e può davvero risollevare le finanze messe in pericolo dalle spese condominiali.

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